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Amaro del Capo


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Sabato 02 Maggio 2015
Vinitaly
Intervista a Sebastiano Caffo Vinitaly 2015
“I segreti dei centenari? Innovare nel segno della tradizione. E scegliere convivenze generazionali” Parola di Nuccio Caffo

Non usa mezzi termini Sebastiano Caffo che nel 2015 festeggia i suoi primi 40 anni e i primi cent’anni dell’azienda di famiglia ideata dal bisnonno che oggi guida assieme al padre: “il modello per crescere? Il giusto passaggio generazionale? il segreto per rendere centenaria un’azienda ma sempre fresca e performante? Scegliete le convivenze tra generazioni diverse!”.
Il tema ridotto a una battuta coglie il senso perché emoziona e incuriosisce, ma leggendo nella storia della distilleria Caffo e dai numeri che realizza la gestione del gruppo Caffo guidato da Giuseppe Giovanni Caffo, per tutti Pippo, e del figlio Sebastiano Giovanni, per gli amici Nuccio, allora si può parlare di un modello gestionale di successo da studiare e approfondire.
Ce ne parla Sebastiano, anzi data la franchezza Nuccio Caffo già presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Calabria.
“Gli Italiani sono sempre stati grandi innovatori nel fare impresa in tutti i settori non solo nei distillati, ma nell’alimentare, nella metalmeccanica, nella moda. Hanno sempre migliorato se stessi, le cose che funzionavano, che piacevano e che cercavano di fare sempre meglio. La Passione guida le persone di successo. Penso al mio bisnonno Giuseppe e poi al nonno Sebastiano che sono stati capaci di fare e di scegliere ma anche di condividere e far convivere esperienze ed entusiasmi talenti e aspirazioni diverse: il punto di forza è proteggere l’impresa e le sue intuizioni come un patrimonio da tramandare e salvaguardare oltre le dinamiche personali. E come mio nonno seppe giovanissimo affiancare il padre, oggi vedo lo stesso in questo rapporto tra me e mio padre dove approcci, energie e punti di vista diversi si confrontano e si arricchiscono, si compensano e si onorano con una strategia di dialogo tra generazioni che è sempre il nostro pallino nel gestire le aziende. Mi piace parlare di convivenze generazionali da promuovere che passaggi generazionali da gestire”.
Quante convivenze virtuose ha attivato?
Se sfoglia il nostro company profile allora si renderà conto come sia importante per noi aver puntato al dialogo generazionale in Borsci San Marzano, ad esempio: con la piena gestione della Borsci che produce il famoso Elisir San Marzano sin dal 1840 abbiamo riassunto il personale che c’era prima del rovinoso fallimento, ma hanno tutti più o meno 60 anni: quindi devo necessariamente pensare di assumere dei lavoratori giovani che imparino il mestiere da chi sta lì da 30 anni, se no tra 4 anni quando scattano le pensioni chiuderemmo la produzione e perderemo delle tradizioni portate avanti con passione e impegno”.
Su quali fronti siete oggi impegnati nel fare tradizione e innovazione?
“Con i mercati globali abbiamo attivato un modello organizzativo di gruppo che ci consente di assecondare la crescita nazionale e internazionale nei diversi segmenti di mercato dei distillati con una convinzione e uno stile che appartiene alla storia del “Vecchio Amaro del Capo” quindi al nostro dna: rispettare e valorizzare le tradizioni dei territori con strumenti e approcci innovativi. Quello che stiamo facendo alla Borsci a Taranto e alle nostre Grappe che da anni produciamo con uno stabilimento rilevato a Passons di Pasian del Prato a Udine affiancando i nostri stabilimenti di Limbadi a Vibo Valentia è una storia comune. Crediamo nella forza dei Valori che hanno ispirato questi prodotti, questi stili di consumo e questi approcci per stare assieme bevendo qualità e raccontando storie che vengono da lontano dando protagonismo e ascolto ai giovani che sono i veri protagonisti del mercato se vogliamo promuovere i nostri prodotti”.
Come vedete il futuro per il Gruppo Caffo?
“Vecchio Amaro del Capo, Borsci, Liquorice, Limunì e le nostre grappe. Un futuro pieno di sapori ma anche di saperi. Abbiamo un patrimonio di oltre duemila ricette e documenti storici che hanno tracciato la storia delle nostre distillerie e un laboratorio interno che lavora ogni giorno per creare nuove combinazioni. Un pensiero ancora alle grappe frutto di un forte investimento fatto per rilevare lo stabilimento in Friuli del quale abbiamo mantenuto il nome forte, la linea Sgnape (linea del fondatore) volutamente, perché parte della sua identità. Crediamo molto nella grappa. Se le Sgnape sono un omaggio alla tradizione, la linea FRI’ è una linea di grappe morbide che preservano la caratteristiche dei singoli vitigni. Insomma siamo molto più del solo Vecchio Amaro del Capo … che da solo pesa comunque il 70% del fatturato di gruppo che abbiamo avuto l’onore di vedere raddoppiato negli anni 2009-2013. Anni comunque di restrizioni di consumi, che per noi significano una scelta premiante del consumatore più attento e consapevole. Noi vogliamo stare dalla parte del consumatore in qualunque parte del mondo si trovi”