LA COMUNICAZIONE


Amaro del Capo

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Venerdì 20 Giugno 2014
AMARO DEL CAPO: NUMERO UNO IN GDO E NUOVA MEDAGLIA D’ORO AL CONCOURS MONDIAL DE BRUXELLES
Secondo Iri Infoscan, ad aprile e maggio nella Gdo Italiana, il Vecchio Amaro del Capo della Distilleria Caffo è stato il primo prodotto a livello nazionale della sua categoria per vendite a volume, con un’importante crescita rispetto allo scorso anno.

Al Concours Mondial de Bruxelles pioggia d’oro su quello che da sempre è il prodotto simbolo della distilleria calabrese di Limbadi. Il Vecchio Amaro del Capo, firmato Caffo, si è infatti aggiudicato il massimo riconoscimento: la medaglia d’oro. Una giuria internazionale lo ha eletto tra i 624 prodotti degustati in occasione del famoso Concours Mondial de Bruxelles-Spirits Selection svoltasi dal 6 all’8 giugno a Florianopolis in Brasile.

Per Caffo l’oro al Concours Mondial de Bruxelles è tutt’altro che una novità. Il Vecchio Amaro del Capo aveva già ricevuto la medaglia più importate di questo concorso nel 2010 mentre lo scorso anno è toccato a Limunì, il liquore di limoni calabresi inventato da Distilleria Caffo, l’onore di vestire l’oro del Concours Mondial de Bruxelles – Spirits Selection.
La soddisfazione per la distilleria calabrese è tanta, perché giunge dopo un’altra serie di premi internazionali di alto livello. Wine Enthusiast, la più celebre rivista di settore americana e del mondo, ha infatti da poco assegnato oltre 90 punti a ben 5 dei prodotti Caffo venduti negli USA : Solara, Amaro del Capo, Brandy Dominique, Limoncino dell’Isola e Amaretto Fratelli d’Italia sono i cinque marchi della storica azienda calabrese che hanno ottenuto punteggi di vertice. Risultati importanti, che portano il nome di Caffo ai vertici nel panorama internazionale degli alcolici.
A premiare la qualità di Distilleria Caffo sono quindi anche i consumatori. I numeri confermano ancora una volta il successo del Vecchio Amaro del Capo in controtendenza rispetto ai competitors: secondo i dati delle bottiglie vendute nella GDO, elaborati da IRI INFOSCAN, il Vecchio Amaro del Capo ha conquistato la leadership nella sua categoria in Italia nei mesi di aprile e maggio 2014, con un’importante crescita rispetto allo scorso anno e in base al trend dovrebbe mantenere la posizione di vertice anche nel secondo semestre 2014.


L’amministratore della Distilleria F.lli Caffo, Sebastiano Caffo dichiara : <<Sono molto soddisfatto principalmente per i risultati qualitativi e poi anche per quelli quantitativi che siamo riusciti a raggiungere con il nostro prodotto di punta e che oggi sono certificati da premi e da concreti dati di mercato - afferma Sebastiano Caffo - Ormai il Vecchio Amaro del Capo, Liquore d’erbe di Calabria, rappresenta positivamente la nostra regione sia in Italia che all’estero essendo diventato un prodotto cult per i suoi consumatori più affezionati. Questo dimostra che se si lavora seriamente e con passione, pur in mezzo a tante difficoltà e ostacoli, si può fare impresa con ottimi risultati anche partendo da un piccolissimo comune della Calabria, penalizzato per carenza di servizi di ogni tipo come del resto la maggior parte del territorio regionale. Noi imprenditori calabresi ci scontriamo quotidianamente con difficoltà evidenti date oltre che dalla mancanza delle infrastrutture necessarie anche da una burocrazia apatica e da una classe politica che si preoccupa principalmente di come fare per vincere le varie elezioni in modo da poter occupare quante più poltrone possibili invece di sforzarsi a definire seriamente una strategia a medio-lungo termine per lo sviluppo del territorio e delle imprese che vi operano. Questa a mio avviso può essere l’unica strada percorribile per creare lavoro e benessere in un territorio con enormi potenzialità inespresse. Basti pensare, per esempio, che la Calabria è al centro del Mediterraneo e potrebbe essere il fulcro dei Paesi che vi si affacciano, ma mancano i collegamenti verso sud e l’organizzazione per gestire un mercato potenziale di vasta portata visto che l’area mediterranea conta circa 250 milioni di abitanti. Non serve fare convegni e annunci per parlarne, ma bisogna rimboccarsi le maniche e lavorare.
Per questo voglio dedicare questi ottimi risultati ai miei colleghi imprenditori calabresi che vivono quotidianamente la realtà sopra descritta, e ai quali chiedo di continuare a credere con passione nei loro progetti in modo da attuare una "rivoluzione" economica silenziosa che porti, nel tempo, allo sviluppo sano del territorio dove operiamo>>.


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